L’europeismo di provincia

di il 24 novembre 2014


All’interno dei singoli paesi europei, la caduta del reddito in alcune regioni, dovuta a una diminuzione improvvisa delle esportazioni nette, viene compensata in media per due terzi da trasferimenti automatici dal governo centrale, attraverso maggiori sussidi di disoccupazione ed altri trasferimenti, e minor gettito di imposte. Il fatto che a livello comunitario il budget comune sia così esiguo, e non ci sia una significativa redistribuzione fra stati membri, è una ragione importante per cui nelle circostanze attuali un’unione monetaria è impraticabile

Sembrano parole di chi oggi cerca di spiegare l’insostenibilità economica della moneta unica, ma sono le conclusioni del Rapporto Mac Dougall (p. 12), pubblicato dalla Commissione europea nel 1977. La circostanza che rendeva “impraticabile” un’unione monetaria era un budget comunitario pari allo 0,7% del PIL, mentre nel 2017 – a distanza di quarant’anni – saremo attorno all’1,0%. Non proprio un cambiamento significativo. La costruzione dell’unione monetaria, nonostante queste analisi, proseguì. Si sperò che il coordinamento delle politiche economiche avrebbe smussato le divergenze attese, e che prima o poi si sarebbe creato un sostanziale budget comune a livello comunitario, per compensare la perdita del cambio come naturale meccanismo di aggiustamento.

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